La festa che forse non esiste – Introduzione per i giocatori

 

La festa che forse non esiste

Introduzione per i giocatori

 

La società londinese che conta ha come riferimento i due salotti più esclusivi, quello di Lady Chatterley e quello della Duchessa Mathelda Cholmondeley (si pronuncia Chumley). Per quanto i due salotti non siano in contrapposizione e Lady Chatterley e la Duchessa Mathelda siano in ottimi rapporti, i loro tagli culturali e politici sono molto diversi.

Del resto la differenza netta dei due salotti non fa che riflettere l’atteggiamento delle due dame. La Duchessa è molto pia, si occupa a tempo pieno di assistenza; della Chatterley, giovane vedova del Lord, ci si chiede sempre chi sia l’amante del mese: al punto che “l’amante di Lady Chatterley” è diventato un modo di dire.

Mentre il salotto della Duchessa è alquanto “conservatore”, Lady Chatterley è molto più aperta alle mode continentali: è da lei che si vedono spesso artisti eccentrici come Poutney, l’autore di “L’omicidio considerato come un’opera d’arte” e l’animatore della Gioventù Dorata, un cerchio ristretto di giovani ricchi e scapestrati, di cui fanno parte, tra gli altri, Patrick Kirkpatrick e Giorgio Drawbridge (diventato famoso per la sua brillante soluzione di alcuni delitti su cui Scotland Yard aveva fallito).

Nel salotto della Duchessa invece, generali, militari, uomini di Chiesa, principalmente interessati alla beneficenza come il Reverendo Farringdon che si occupa di tutta una serie di ospizi, brefotrofi, ospedali. È difficile quindi trovare nel salotto della Duchessa una donna come l’avvocatessa Halfyard, che combatte anche violentemente contro lo sfruttamento di donne e bambini.

Chi sicuramente non comparirà mai nel salotto della Duchessa è Poutney: durante la caccia alla volpe chez Chatterley, una volta l’uomo aveva esagerato e la Duchessa gli aveva fatto notare, in maniera acida, che era ubriaco; lui le aveva risposto: “Lo so e lei è brutta; ma dopo una dormita domani io sarò di nuovo lucido, mentre lei sarà sempre brutta”. La battuta è diventata un leitmotiv.

Tutte le feste, sia quelle della Duchessa che quelle della Lady, sono sempre onorate dalle “tre grazie”: così come sono chiamate tre amiche che sono i migliori partiti della città: di buona famiglia, nobili quanto basta, ricche molto più di quanto basta.

A dire il vero le tre grazie si sono ridotte a due perché Gwendolyn, la figlia del Maggiore Pitt-Kethley, l’eroe di Bandallah e di Karnak, s’è appena sposata con Lord Davenport, uno dei più brillanti politici del momento. Miss Daniela Lovelace, la più bella e la più ricca delle tre, è stata soprannominata Love-Ice per la sua freddezza nei confronti dei numerosi spasimanti. Quanto alla Duchessina Clarissa Cholmondeley i pettegolezzi, che pronosticavano un bel matrimonio con uno dei migliori partiti, Peter Kirkpatrick (il fratello di Patrick), adesso hanno iniziato a notare l’interessamento del Reverendo alla Duchessina: Lady Loosmoor scommette che il Reverendo riuscirà a mettere le mani su quel patrimonio.

Naturalmente i due salotti sono anche i luoghi giusti per sviluppare la politica: la Chatterley appoggia Sherriton ffooks (si scrive proprio così e non Fooks), Primo Ministro che si è appena dovuto dimettere dopo una crisi parlamentare, in cui non è stata ininfluente la sua politica filotedesca, mentre la Cholmondeley appoggia l’industriale Balthazar Grenville, che tra gli antagonisti di ffooks è il più quotato per poter accedere a Downing Street. Ma l’esito della battaglia tra Grenville e ffooks dipende dall’atteggiamento di politici emergenti come il Ministro della Guerra, Lord Davenport; il Cancelliere dello Scacchiere Loosmoor; ed il Commissario alla Compagnia delle Indie George Maliphant.

Stiamo parlando, certo, della migliore società, quella che nelle banche, nel governo, nell’esercito, nell’industria ha trasformata l’isola nel motore e nel centro nevralgico dell’Impero. Ma soltanto i più ottusi cantori di Rule Britannia potrebbero negare che c’è del marcio anche in Danimarca.

Spregiudicate operazioni finanziarie e bolle speculative come quella della Amazon Mining Co. che hanno bruciato molte ricchezze della media borghesia e i cui sciacalli sono ancora ignoti, sono dei segnali quasi espliciti.

L’unica domanda è fino a che punto può essere corrotto, anche moralmente, il sistema.

Tutti, ad esempio parlano dello Hell Fire Club, le donne sottovoce con un brivido, i maschi tra il divertito, l’ironico, l’oltraggiato, talvolta con il non confessato desiderio di essere contattati. Tutti sanno che questo club massonico fa delle riunioni segrete orgiastiche ma al di là delle fantasticherie nessuno sa cosa succede veramente alle loro riunioni e i membri del Club ovviamente tacciono. Allo stesso modo, circola tutta una serie di pettegolezzi, che spesso sfociano nella calunnia, secondo i quali il tale o il talaltro (spesso politici e uomini di affari) ne farebbero parte, ma nessuno conosce chi sono davvero i membri.

L’unica eccezione è il Maggiore Pitt-Kethley, l’eroe di Bandallah e di Karnak, un uomo tutto di un pezzo, senza peli sulla lingua: quando fu montata una campagna politica contro il Primo Ministro di allora (non ffooks), che venne addirittura accusato di far parte dello Hell Fire Club, il Maggiore si schierò a suo favore e dichiarò pubblicamente: “Anch’io ne faccio parte, ed allora? E comunque vi posso garantire che il Primo Ministro non ne è mai stato un membro. Alcuni dei suoi accusatori invece sono dei membri attivi e potrei tirare fuori delle prove!” Il risultato fu che l’opinione pubblica si schierò a favore del Primo Ministro e i suoi accusatori, capita l’esplicita antifona del Maggiore, lasciarono cadere la campagna scandalistica.

 

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